LA CUCINA DEL SAPÌ VALORIZZA I PRODOTTI CAMUNI

Daniela e Mauro rilanciano lo storico locale di Esine

 Stima emozionale: O GourmarteO Gourmarte

Aprile 2017

Daniela Foppoli e Mauro Vielmi del Sapi di EsineTerminata da pochi giorni la ristrutturazione, l’ennesima in oltre un secolo di storia durante la quale si sono succedute quattro generazioni, il Sapì, albergo ristorante e gelateria, ha riaperto i battenti pochi giorni prima della Pasqua appena trascorsa. Siamo a Esine, Valcamonica, poco fuori il centro storico del centro storico del paese dove ancora è operativo un mulino tra i tanti che erano dislocati lungo il corso d’acqua che scende dal Crocedomini. Protagonisti di un rinnovamento che completa il percorso del cambio generazionale, sono i giovani coniugi Daniela Foppoli e Mauro Vielmi, rispettivamente in sala ed ai fornelli. Vinte le comprensibili resistenze dei componenti famigliari che li hanno preceduti, hanno reimpostato la proposta di cucina puntando sul territorio con maggior convinzione. Che non significa seguire pedissequamente la tradizione, se non laddove cambiarla sarebbe inopportuno, ma utilizzare i prodotti di qualità reperiti in valle in piatti di concezione contemporanea. Obiettivo che ci è sembrato molto ben riuscito assaggiando piatti che spaziano dalla selvaggina, come il carpaccio di cervo marinato e leggermente affumicato con cracker di segale e scaglie di fatuli carpaccio di cervo marinato e leggermente affumicato servito con cracker di segale e fatulì (vede articolo qui a fianco), al pesce d’acque dolce che arriva dall’agroittica San Fiorino di Piamborno con i tortelli ripieni di salmerino alpino conditi con briciole di pancetta croccante. Ma più di tutto con delle strepitose costolette di pecora gigante bergamasca semplicemente scottate servite con carciofi, porro e carote arrostiti: carne alta due dita, dolcissima, delicata, per nulla condizionata dal sentore ovino. Tra i piatti d’entrata si segnalano anche la trota di montagna in montagna in carpione con giardiniera e la sarda essiccata di Montisola alla piastra. Tra i primi naturalmente i casoncelli alla maniera del Sapì conditi con il buon burro di un piccolo allevatore locale. Portate principali il guancialino di manzo brasato al Nebbiolo di Enrico Togni (è un vignaiolo camuno) con purè di patate bio e la tartare di Fassona con il silter. Molta attenzione anche per i dolci e soprattutto per il gelato che qui è di casa da più di mezzo secolo. Dopo un sorbetto all’ananas di rara bontà ecco gelati d’eccellenza (una decina di gusti in alternanza stagionale: da non perdere la nocciola ed il pistacchio frullati ma non macinati così da sentirne la granulosità) preparati con latte del territorio e senza l’ausilio di semilavorati, solo materie prime di qualità. Menu degustazione selvaggina o dedicato al circuito Slow Cooking associazione a l’insegna aderisce, a 35 euro bevande escluse. In media il conto è il medesimo scegliendo tre portate alla carta. Più che meritati.

tortelli ripieni di salmerino alpino briciole di pancetta croccante  costolette di pecora gigante bergamasca

Ristorante Locanda Sapì

via Mazzini 36

Esine (BS)

tel.0364.46052

chiuso lunedì sera

ww.ristorantesapi.com   

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