IL MOLINO-MUSEO SI RIBELLA ALLO SHOPPING

stima emozionale:  O GourmarteO Gourmarte

settembre 2016

Giovanni InnocentiNel centro di Curno, il paese più “supermercatizzato” d’Italia, il mulino-museo degli Innocenti è un pezzo di storia che ha del miracoloso, una scheggia impazzita di antica civiltà contadina che si ostina a combattere contro l’urbanizzazione e la modernità del commercio. Credeteci, non è una visione solo romantica, è una sensazione che si può vivere realmente andando a far visita ad un posto che potrà farvi fare un tuffo nel passato. In presa diretta, poiché il Molino Eredi Innocenti continua a funzionare oggi come un tempo. Il fragore prodotto dagli antichi macchinari è impressionante quanto la coltre di polvere che avvolge tutto: un’atmosfera surreale, dove solo la presenza di un calendario fa capire che i tempi da “Albero degli Zoccoli” sono assai lontani. Fino alla metà degli anni Sessanta del resto era ancora la forza motrice dell’acqua prelevata dalla roggia Curna a dare un contributo decisivo al movimento degli ingranaggi. Se lo ricorda anche Giovanni Innocenti, allora bambino, ultimo discendente di una famiglia di “muliner” originaria di Ambivere giunta in quel di Curno attorno alla metà degli anni Trenta. Come allora, quando sono in funzione ingranaggi, rimandi, pulegge, cinghie (ancora in juta), setacci, la miriade di tubi nei quali scorre il macinato, tutto traballa sui tre piani del mulino sostenuti da pali e soffitti pure realizzati in legno. L’impressione che se ne ricava è quella di essere macinati insieme ai chicchi di mais. Solo leve e strumentazioni da azionare manualmente, nessun pannello di controllo, niente automazione, computer manco a parlarne, tutto è affidato al fiuto del mugnaio, ai suoi gesti cadenzati dall’esperienza tramandata da generazioni. La molitura ed il setacciamento viene effettuato oggi come sempre in quattro passaggi con controllo e miscelazione manuale. E’ così dalla metà del XVIII secolo quando il mais arrivato dall’altra parte dell’Oceano soppiantò le altre colture tradizionali. La storia più recente, quella del molino sulla roggia Curna, è ancora totalmente segnata dalla produzione di farina per polenta. La granella viene acquistata da coltivatori nostrani ubicati tra Valbrembo e la zona dell’isola fino al confine con la provincia di Lecco. Tutto mais di tipo vitreo, quello più adatto alla produzione di farina per polenta. Gli Innocenti la producono nei vari tipi: la pregiata bramata, dal colore giallo oro; l’integrale, con l’aggiunta della crusca; il fioretto, a grana più fine. Ma il molino riesce ad accontentare anche i gusti della clientela, a personalizzare cioè la miscela inMacchinari dantan al Molino Innocenti funzione dei gusti e della tipologia di polenta che si vuole ottenere. Ovviamente ciò non può avvenire sulle confezioni da chilo comunemente in commercio ma su quantitativi di una certa consistenza, almeno sull’unità di misura del sacco da mezzo quintale. In un giorno di lavoro a pieno ritmo al molino Innocenti riescono a lavorare fino a 70 quintali di mais, con una resa che in farina (tra i diversi tipi) che supera di poco il 50%. Ma non è sempre così: per una serie di motivi il lavoro è calato rispetto al passato. La presenza di Giovanni può garantire il futuro a patto che intervengano soluzioni che mantengano un livello di remunerazione dignitoso. Il molino ha le carte in regola per diventare un museo, ma è facile immaginare quanto sia più affascinante continuare a vederlo in funzione, pulsare assieme al frastuono dei macchinari.

Molino Innocenti

Molino Innocenti

Dal 1930

Via Roma 6

Curno (BG)

Tel.035. 612107

 

 

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